Il Tappo anti-rabbocco blocca tutto il piano d'azione Ciolos sull'olio d'oliva | Tuttoconsumatori - CNCU

 
16.07.2013

Il Tappo anti-rabbocco blocca tutto il piano d'azione Ciolos sull'olio d'oliva

di Marino Melissano

Il Commissario europeo all'Agricoltura, Dacian Ciolos, aveva presentato al Comitato Consultivo CE “Olio d'oliva”, nel quale rappresento i consumatori dal lontano 1986, il 12 luglio 2012, un piano d'azione che modificava il Reg. CE 2568/1991, prevedendo, tra l'altro, un miglioramento dei parametri di qualità e di genuinità, un allargamento del campo di applicazione delle misure di promozione, oltre all'utilizzazione di imballaggi che non permettessero il rabbocco (HORECA) negli oli extravergini d'oliva presentati nei ristoranti.
Un capitolo era dedicato alla PAC post 2013. La riforma del suddetto regolamento doveva entrare in vigore l'1 gennaio 2014.

Il 14 giugno 2013 nuova riunione del Comitato Consultivo: la Commissione fa presente che il “piano Ciolos” è stato sospeso in quanto al Consiglio non c'era stata una maggioranza qualificata a favore (15 su 27 sì) e questo per le prese di posizione dei ristoratori e dei “consumatori” dei Paesi del Nord Europa.

In effetti, i consumatori di cui si parla non sono la voce delle rispettive associazioni, ma “cittadini” intervistati nei Paesi non produttori di olio d'oliva, che tradizionalmente usano altri oli e grassi diversi e, quindi, non conoscono le proprietà organolettiche e salutistiche di questo eccellente prodotto mediterraneo.

Il Commissario, però, fa sapere che vuole incontrare personalmente consumatori e ristoratori e li invita ad una audizione che si è tenuta venerdì 12 luglio, allargata poi anche al COPA/COGECA (Coperative e organizzazioni agricole europee) e al Commercio.

Per i consumatori era presente solo il sottoscritto, 7 i rappresentanti di HOTRECA (Associazione europea di albergatori e ristoratori), 5 del COPA/COGECA, 1 di Fedolive , 2 di COCERAL (trader e operatori economici) e 2 CEJA (giovani coltivatori).

Si è parlato essenzialmente di Horeca, tutti d'accordo, a parte i ristoratori: hanno preso la parola i rappresentanti di Irlanda, Regno Unito, Olanda e, purtroppo, Italia (FIPE). Non ho mai sentito tante “bestialità”: l'olio d'oliva, considerato una “commodity”, prodotto “non di marca”, che non ha alcuna necessità di essere servito non solo con tappo anti-rabbocco, ma neanche etichettato, in quanto:

 

  • viene acquistato dai ristoratori sfuso e, quindi, loro stessi non ne conoscono l'origine;
  • non ha alcuna funzione particolare e quindi è inutile leggere i dettagli produttivi;
  • uno stesso olio può essere rimboccato più volte, perché la sua qualità non cambia;
  • i ristoranti vendono “pasti”, non prodotti imballati;
  • aumenterebbero i rifiuti e i ristoranti non potrebbero più esporre la locandina “Amici per l'ambiente”;
  • l'etichetta fa pubblicità ai produttori;
  • a differenza dell'acqua e del vino, l'olio è offerto gratuitamente e, quindi, una bottiglia etichettata e con tappo anti-rabbocco sarebbe un costo “insostenibile”.

Queste sono solo alcune “chicche” servite dai ristoratori, che non sembra conoscano né le proprietà dell'olio extra vergine d'oliva, né le sue caratteristiche organolettiche che, al pari del vino, differenziano gli abbinamenti, né le normative del settore. Infatti, come il sottoscritto ha evidenziato, è vietato in tutti i paesi dell'UE vendere, commercializzare e, perciò, comprare prodotti sfusi, senza un'etichetta. Ma anche dispregio assoluto per il diritto dei consumatori di conoscere ciò che viene portato in tavola.

Se la preoccupazione fosse quella del costo, si potrebbe proporre di introdurre la bottiglietta anti-rabbocco, il cui costo è comunque irrisorio, in etichetta, al prezzo di 1€ per la confezione da 25 cl e 2€ per quella da 50 cl, accanto a: altri oli gratis; in questo modo, il consumatore, che potrebbe portare via l'eventuale olio extravergine d'oliva rimasto, avrebbe la possibilità di una scelta consapevole, ad un prezzo irrisorio.

A noi sembra assurdo e, per interessi diversi anche a produttori e commercianti, che, una presa di posizione, non suffragata da alcuna reale necessità, di una sola categoria, possa bloccare un provvedimento comunitario. Infatti, il danno è stato molteplice, perché il Commissario Ciolos, pur ribadendo agli intervenuti, ha confermato il blocco totale della sua proposta, con la promessa di un'eventuale rivalutazione di alcune misure.

Intanto, in mancanza di un regolamento comunitario, i Paesi si stanno muovendo:

  • in Portogallo la legge “anti-rabbocco” esiste dal 2005, viene messa in atto senza problemi e senza costi aggiuntivi;
  • la Francia ha proposto recentemente un decreto interno;
  • in Italia fin dal 2006 (L 81 dell'11.03.2006) è vietato presentare sulle tavole dei ristoranti olio extravergine d'oliva in contenitori non etichettati, con sanzioni amministrative per gli inadempienti da 1.000 a 3.000€; purtroppo, pochi lo sanno: non i consumatori, non i ristoratori, non i controllori! Il 14 gennaio 2013 è stato anche approvato un ulteriore complesso di norme (L9/13, o legge Mongiello, o legge “salva-olio”) finalizzate ad assicurare la massima trasparenza e legalità nella filiera degli di oliva vergini, nel quale viene anche ripreso l'obbligo, per i ristoratori, di presentare olio extravergini di oliva in confezioni anti-rabbocco: la CE ha sospeso questa legge fino a novembre 2013; adesso, caduta la riforma del Regolamento, la sospensione potrebbe essere ritirata. A questo punto, sta a noi consumatori fare pressioni perché la norma anti-rabbocco sia messa in vigore: rifiutiamoci di accettare ancora ampolle contenenti “oli fantasmi”, chiediamo oli etichettati come previsto dalla normativa e, se non veniamo accontentati, cambiamo ristorante.

In questo modo, forse, alla fine, si convinceranno anche i ristoratori.

Marino Melissano
E' Vice-presidente di Altroconsumo e rappresentante dei consumatori nel Comitato Consultivo CE Olio d'oliva dal 1986.
E' Rappresentante dei consumatori anche l Comitato Consultivo del Consiglio Oleicolo Internazionale (COI) dal 1991.