Energia: dal 2017 il tentativo di conciliazione per le controversie diventa obbligatorio | Tuttoconsumatori - CNCU

 
10.05.2016

Energia: dal 2017 il tentativo di conciliazione per le controversie diventa obbligatorio

Da gennaio 2017 diventa obbligatorio il tentativo di conciliazione in caso di controversie nelle utenze di energia elettrica e gas: dopo il reclamo all’operatore, il tentativo di conciliazione presso il Servizio dell’Autorità per le controversie nei confronti delle imprese – che saranno obbligate a prendervi parte – diventa il principale luogo di risoluzione delle problematiche con i clienti.
Solo in caso di insuccesso ci si può rivolgere al giudice. Tale obbligo sarà operativo progressivamente anche per gli altri settori regolati.
Il Testo Integrato Conciliazione (TICO), approvato dall’Autorità per l’energia, introduce una disciplina organica delle procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie, riformando l’attuale regime che permette di scegliere tra il Servizio Conciliazione o i reclami di secondo livello allo Sportello per il consumatore.
Viene così attuato quanto previsto dalla legge istitutiva dell’Autorità e dal Codice del consumo.

A partire dal 2017 i clienti di energia elettrica e gas, domestici e non, inclusi i prosumer (cioè coloro che sono allo stesso tempo produttori e consumatori di energia elettrica) dovranno quindi rivolgersi esclusivamente alla conciliazione per risolvere le controversie con gli operatori non risolte con il reclamo.
Ciò diventa condizione indispensabile per poi eventualmente procedere all’azione giudiziale, con il verbale di accordo che costituisce titolo esecutivo tra le parti. Il tentativo di conciliazione obbligatorio, che dovrà concludersi entro 90 giorni, si svolgerà a titolo gratuito per il cliente presso il Servizio Conciliazione dell’Autorità, adeguatamente potenziato.
In alternativa potrà essere svolto anche presso altri organismi previsti dal TICO, incluse le conciliazioni paritetiche delle Associazioni dei consumatori iscritte nell’elenco degli organismi ADR dell’Autorità o presso le Camere di commercio.