Progetto Ecolife: quanto inquinano i piatti pronti e surgelati? | Tuttoconsumatori - CNCU

 
18.05.2016

Progetto Ecolife: quanto inquinano i piatti pronti e surgelati?

Tra tutti i generi alimentari, sono i "piatti pronti", surgelati e di quarta gamma a far registrare un aumento nelle vendite e nei consumi, nonostante la crisi. Il tempo non ha prezzo, sia in termini economici che ambientali.
I piatti pronti, surgelati e di quarta gamma registrano infatti prezzi maggiori rispetto al fresco (un chilo di insalata in busta può costare anche dieci volte di più al chilo rispetto alla insalata fresca) e, come vedremo, anche in termini ambientali.

Si torna a parlare dell’impatto ambientale della nostra alimentazione, soprattutto in termini di emissioni di CO2, insieme al Movimento Difesa del Cittadino che, nell’ambito del progetto europeo Ecolife , campagna di comunicazione sugli stili di vita sostenibili coordinata da Legambiente e cofinanziata dalla Commissione Ue, ha messo a punto una serie di consigli per il consumatore sostenibile e risparmioso. 

Questa tipologia di alimenti che include anche sughi, surgelati, caffè in cialde, piatti pronti refrigerati, barrette di cereali, frutta già tagliata in vaschetta e prodotti light, ha impatti ambientali molto elevati, prioritariamente dovuti alle richieste di energia nelle fasi di produzione e conservazione.

Basta a tal fine citare la “catena del freddo” per la conservazione degli alimenti surgelati per comprendere l’aumento di impiego di energia per produrre e distribuire questo tipo di alimenti. Le emissioni di CO2 per la generazione del freddo derivano sia dall’elevato consumo energetico di corrente degli impianti (magazzini frigoriferi, camion refrigerati e apparecchiature frigorifere per i centri di commercializzazione di prodotti freschi e surgelati) , sia da emissioni dirette, dovute cioè alle perdite di gas refrigeranti anch’essi capaci di contribuire all’effetto serra.
A livello generale gli aspetti ambientali di un impianto frigorifero sono soprattutto quelli associati al consumo di energia, più è bassa la temperatura e più è lungo il tempo di stoccaggio, più aumentano le emissioni.

Un importante consiglio è quello di acquistare prodotti con poco packaging. L’impatto ambientale del packaging (termine inglese che sta per confezione, imballaggio) è indubbiamente elevato per alcuni prodotti e per le bevande alcoliche od analcoliche imbottigliate. Tuttavia, occorrerebbe tener conto di come localmente vengono gestiti i rifiuti e quale grado di recupero o riciclaggio sia effettuato. Ciascun italiano produce quasi 532 kg di rifiuti l’anno per un costo medio di gestione di 138,22 euro. Il 38% di questi rifiuti è costituito da imballaggi (circa 225 kg co2 eq pro-capite).

Riducendo del 30% l’acquisto di prodotti con packaging “eccessivo” si potrà avere un risparmio di 168kg di CO2 e di circa 10€. Il calcolo è stato effettuato considerando che ognuno di noi ‘produce’ mediamente 225 Risparmio stimato in un anno: circa 10 euro / 168 Kg CO2 equivalenti.

Ricordiamo che Ecolife è l’iniziativa, partita ad ottobre 2013 con durata triennale, che rientra nel programma di co-finanziamento LIFE+ Informazione e Comunicazione dell’Unione Europea.

È frutto delle idee e del lavoro di cinque soggetti provenienti da mondi contigui quali l’ambiente, la consulenza tecnico scientifica, l’informazione e il supporto ai cittadini: Legambiente, AzzeroCO2, DeepBlue, ACLI e Movimento Difesa del Cittadino.

Sul portale è è possibile  trovare anche la Local Community a voi più vicina, veri e propri sportelli dove chiedere informazioni sul progetto e partecipare ad attività sul territorio!