Veneto Banca: cosa fare per gli 88 mila azionisti. Confconsumatori dà appuntamento a Venezia il 21 dicembre | Tuttoconsumatori - CNCU

 
17.12.2015

Veneto Banca: cosa fare per gli 88 mila azionisti. Confconsumatori dà appuntamento a Venezia il 21 dicembre

La relazione depositata da Veneto Banca sul valore di liquidazione delle azioni e sulla limitazione del diritto di rimborso, dimostrano che il prezzo di 7,3 euro ad azione a fronte dei 39,5 euro di inizio 2015 (dunque una svalutazione vertiginosa dell’81%) è il frutto della gestione degli scorsi anni, che verosimilmente ha rappresentato dati patrimoniali non veritieri alla platea dei piccoli azionisti.

«La perdita che si prefigura appare ancora più devastante di quanto si temeva», commenta Mara Colla, Presidente di Confconsumatori. «La circostanza che la Banca si sia avvalsa anche della sua facoltà, pur riconosciuta dal recente vergognoso DL 3/2015, di non consentire neppure (almeno) il rimborso del prezzo di recesso, bloccando ogni liquidabilità delle azioni, sino all’eventuale quotazione in Borsa, è grave».

Confconsumatori, in base all’esperienza maturata in anni di tutela dei “risparmiatori traditi”, ha delineato un percorso per recuperare le ingiuste perdite subite. Il primo step sarà l’esposto penale collettivo, finalizzato a denunciare e far emergere condotte dei precedenti amministratori, che siano state penalmente rilevanti nel cagionare i danni patrimoniali subiti dagli azionisti. In secondo luogo si procederà con la causa civile contro la Banca, al fine di chiedere l’invalidità del contratto di acquisto delle azioni ed ottenere la restituzione delle somme versate.

Secondo l’avvocato Antonio Pinto, legale di Confconsumatori, che sta assistendo vari azionisti: «In base a recenti e chiare istruzioni di Banca d’Italia, è importante verificare, ad esempio, se l’acquisto dei titoli sia stato finanziato in concomitanza con prestiti concessi dalla banca. Questa ipotesi configura una chiara violazione dell’articolo 2358 del codice civile, che impedisce a una società di accordare prestiti o fornire garanzie per l’acquisto delle proprie azioni. In tal caso, l’acquisto è invalido e la banca deve restituire le somme. Peraltro la perdita dichiarata di 770 milioni di euro al 30.09.2015 non è certo figlia dell’anno 2015, pertanto è ragionevole ritenere che gli acquirenti siano stati indotti in errore da dati pubblici che non erano effettivi».

L’avv. Luca Baj che ha ricevuto il mandato di difendere Confconsumatori, nel procedimento penale avviato dalla Procura di Roma contro vari ex dirigenti della Banca, chiarisce che: «Ove fosse riscontrata, ad esempio, l’ipotesi di false comunicazioni sociali, o comunque di anomalie nella gestione della società, nei precedenti anni, tale accertamento, inciderebbe sull’annullabilità dei contratti di compravendita conclusi dai risparmiatori azionisti».

Per ragionare sugli esiti dell'assemblea del 19 dicembre prossimo, la Federazione Confconsumatori - ACP e l'Associazione Consumatori Serenissima hanno convocato una conferenza stampa aperta a tutti gli azionisti. L’appuntamento è per lunedì 21 dicembre alle ore 10,30 a Venezia Mestre, presso l’Officina del Gusto in Via Paolo Sarpi 18/22.