Adusbef: guerra dichiarata alle carte revolving E non solo | Tuttoconsumatori - CNCU

 
29.03.2013

Adusbef: guerra dichiarata alle carte revolving E non solo

L’Adusbef, associazione da sempre in prima linea nella difesa dei risparmiatori, scende al fianco degli utenti rimasti vittima delle carte revolving. L’associazione ha deciso di costituirsi parte civile nel processo avviato a seguito delle indagini della Procura di Trani nei confronti di American Express per i tassi di interessi delle carte revolving.
L’inchiesta - nella quale sono confluite anche segnalazioni della stessa Adusbef - è partita nel 2009 a seguito della denuncia di un utente di Molfetta che, a fronte di un prestito di 2.600 euro, non avendo pagato una rata di 129,43 euro, si era visto recapitare una richiesta di 686,54 euro. In termini percentuali, il tasso di interesse moratorio risultava essere decisamente superiore a quello soglia, fissato al 25,23% per il trimestre di riferimento. Dopo il rinvio a giudizio degli indagati, la prossima udienza è fissata per il 15 aprile 2013.
Antonio Tanza, vicepresidente dell’Adusbef, è anche l’avvocato che segue da vicino queste vicende: “Non possiamo fare altro che considerare la preparazione della Procura di Trani e del pubblico ministero Michele Ruggiero: nell’Italia delle toghe a colori ci sono anche i magistrati che si impegnano per i cittadini e per i consumatori. Questo avviene tra mille difficoltà e ostruzionismi. Ad esempio, la Procura di Trani e la sua lotta contro le agenzie di rating sono state inizialmente guardate con scetticismo. Eppure ora in altri paesi, Stati Uniti compresa, si sono aperte indagini analoghe”.
Trani in altre parole ha fatto scuola. “Peccato però - aggiunge Tanza - che sia solo la Procura di Trani a intraprendere queste iniziative contro i poteri forti, dimostrando comunque che una parte dell’Italia si muove sulle idee e non sul denaro”.
Il 18 giugno prossimo, l’Adusbef sarà impegnata, sempre a Trani, in un’udienza del processo nei confronti delle agenzie di rating Standar­d&Poor e Fitch. Anche in questo caso, l’Adusbef si è costituita parte civile ritenendo che “in conseguenza della diffusione degli indebiti “preavvisi di declassamento” con riguardo al sistema bancario e a quello del debito sovrano italiano nel suo complesso, si determinavano sui mercati effetti di turbolenza, volatilità e negatività con riguardo ai titoli italiani”.